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SLOW FOOD ALTAIRPINIA AL RISTORANTE 7BELLO

LocandinaCon estremo piacere ed interesse, la scorsa domenica abbiamo ospitato il convegno organizzato da Slow Food AltaIrpinia in collaborazione con Slow Food Campania e Basilicata.

L’incontro verteva sul futuro delle popolazioni appenniniche e delle zone interne del meridione, e soprattutto sul futuro e lo sviluppo del settore primario, come unico possibile volano delle economie locali, in simbiosi con il turismo di qualità.

Come ristorante che si pone in prima linea sull’utilizzo di prodotti locali di qualità, il non potevamo che abbracciare le tematiche del convegno, spinto anche dalla consapevolezza che l’unico modo per crescere, sia stabilire legami ed alleanze tra aziende e associazioni con i medesimi obiettivi.

Ingresso Il convegno

Gli interventi offerti dai relatori sono stati ricchi di spunti per il futuro. Importante è stato anche l’apporto del presidente del GAL Irpinia Vanni Chieffo, di Eduard Natale, e il sentito intervento del Coordinatore del GAL Cilsi Mario Salzarulo, a dimostrazione che il Gruppi di Azione Locale possono fornire ausilio agli imprenditori agricoli ed alla diffusione dei prodotti agricoli di qualità.

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L’incontro è stata l’occasione anche per ascoltare le testimonianze di giovani imprenditori irpini, come Vito Pagnotta, titolare dell’azienda agricola “Serro Croce” di Monteverde, che ha avviato da poco una fiorente produzione di birra artigianale di qualità “made in irpinia”, ricavata dall’orzo coltivato su terre famose per la produzione cerealicola. Tra l’altro, lo stesso Vito Pagnotta, ha gentilmente offerto ai nostri ospiti una degustazione della sua ottima birra.

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Un incontro del genere, non poteva che concludersi con un pranzo che racchiudesse in sé tutto lo spirito della manifestazione.

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Il Ristorante 7Bello ha fatto del buon cibo e del cibo preparato a mano, il suo vanto, e questo si rispecchiava nel menu scelto per il pranzo di lavoro.

L’antipasto costituito dal prosciutto di Venticano (prodotto PAT) dell’azienda Ciarcia, dalla mozzarella fresca del caseificio Alto Sele di Calabritto e dalla soppressata irpina, è stato accompagnato dalla degustazione su pane croccante dell’olio appena franto proveniente dal nostro Uliveto di Genzano (Caposele), e dai nostri taralli rigorosamente fatti a mano.

 

Non poteva mancare in un’occasione del genere, la degustazione dei piatti tradizionali caposelesi, realizzati con prodotti forniti da agricoltori fidati: minestra e pizza, patate “sfuculate”, patate tagliate al peperoncino, polenta con funghi e zuppa di fagioli con l’occhio.

Se il mantra di Slow Food è “ridare valore al cibo, nel rispetto di chi produce, in armonia con ambiente ed ecosistemi, grazie ai saperi di cui sono custodi territori e tradizioni locali”, allora era d’obbligo continuare il pranzo con i fusilli e i ravioli di ricotta fatti a mano, con ragù.

I fusilli ed i ravioli sono dei tipi di pasta molto diffusi in AltaIrpinia, e noi fortunatamente custodiamo e tramandiamo questa tradizione, consapevoli della sua importanza.

Così come siamo consapevoli del valore delle “matasse di Caposele”, prodotto PAT caposelese per eccellenza.

I nostri ospiti hanno avuto la possibilità di assaggiare delle matasse realizzate pochi minuti prima dalla nostra cucina, con impasto ricavato dall’utilizzo della pregiata farina biologica di grano duro “Senatore Cappelli” coltivata in AltaIrpinia, ultima farina ottenuta dall’incrocio di altre varietà e non tramite il processo genetico dell’irraggiamento.

La tradizione fa parte della nostra cultura culinaria, ma questo non significa non innovare: perciò abbiamo servito le matasse con una vellutata di ceci accompagnata da baccalà fritto (ed impanato con farina di granturco).

Dopo una degustazione di varie tipologie di baccalà (alla “prtcaregna”, ad insalata e fritto con farina di granturco), il pranzo si è concluso con il nostro zuccotto con cuore cremoso su salsa leggera all’arancia.

Siamo lieti e grati che Slow Food AltaIrpinia abbia scelto il nostro locale per discutere di queste tematiche cruciali per il futuro dei paesi dell’Appennino.

Noi continueremo a fornire il nostro apporto tramite la scelta di prodotti del territorio, e una cucina tradizionale che strizza l’occhio all’innovazione, consapevoli dell’importanza che queste piccole scelte hanno per la crescita comune.

 

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